BIBLIOGRAFIA

Questa è una piccola bibliografia che comprende, senza pretese di completezza, alcuni dei libri che più mi hanno interessato sugli argomenti trattati in questo sito.

Le brevi note riportate sotto i diversi titoli sono state riprese in parte o in tutto dai risvolti di copertina. Talvolta ho aggiunto commenti personali.

Civiltà Scomparse – Antiche Tradizioni

Ambesi Alberto C., Atlantide. Il continente perduto, Xenia, 1994

Bates Brian, La sapienza di Avalon. Alle origini del pensiero celtico, Rizzoli, Milano – 1998

La via del Wyrd raccontava la storia di un viaggio iniziatico nelle foreste dell’Europa dell’Alto Medioevo. A quella stessa sapienza sciamanica è dedicata l’opera dell’autore, che presenta i momenti chiave di una tradizione spirituale per troppo tempo cancellata. Nella consapevolezza che lo sciamanesimo celtico e anglosassone, singolarmente vicino alla visione del mondo del Tao orientale e degli indiani d’America, può fornire nuove risposte alle domande dell’uomo d’oggi.

Collins Andrew, Le porte di Atlantide, Sperling & Kupfer Editori SPA – 2000

Atlantide, l’isola che non c’è per antonomasia, culla sommersa di tutte le civiltà, sarebbe realmente esistita e l’Oceano ne conserverebbe tuttora tracce inconfutabili, accessibili ai moderni strumenti dell’archeologia marina. Della misteriosa esistenza di questo regno evolutissimo, scomparso 10.500 anni fa, parla per primo Platone raccontando che quello greco era un popolo fanciullo rispetto a un altro di cui gli egizi conservavano documentazione scritta. Sono i cartografi e i grandi navigatori del XV secolo, Colombo in testa, a riaprire il dibattito organizzando spedizioni alla ricerca di Antilia, l’isola leggendaria sulla rotta del Nuovo Mondo che secondo alcuni potrebbe identificarsi nelle Grandi e Piccole Antille, smentendo quanti la vorrebbero sepolta nel Mediterraneo. Reinterpretando analogie, ritrovamenti e concomitanze, l’autore giunge a conclusioni sconvolgenti: quell’oscura “isola di fronte a un continente, più grande della Libia e dell’Asia messe insieme”, avrebbe ora una latitudine e una longitudine e il suo ritrovamento permetterebbe di andare a ritroso nel tempo e di chiarire molti degli enigmi della Storia ipotizzando contatti, circolazione di sapere, merci e uomini, in una parola l’anello mancante tra le civiltà del Mediterraneo e quelle del continente sudamericano. La ricerca è ancora agli inizi, ma l’esistenza di un subcontinente sommerso consentirebbe di capire le impressionanti analogie tra mondi diversi, tra il calendario egizio e maya di 365 giorni, per esempio, la comune pratica dell’imbalsamazione, certe manifatture simili.

D’Amico Matteo, Giordano Bruno, Piemme, Casale Monferrato – 2000

Dethlefsen Thorwald, Il destino come scelta, Edizioni Mediterranee, Roma – 1984

Thorwald Dethlefsen dà una risposta nuova alle antichissime domande che da sempre l’uomo si pone sul significato della vita e del destino. E questa risposta si basa su antiche dottrine segrete, sulle quali egli ha costruito la sua psicologia esoterica. Queste conoscenze segrete circa il compito e il destino ultimo dell’uomo possono cambiare totalmente la nostra vita. Nel quadro della scienza moderna non c’è posto per le dottrine segrete e l’occultismo. Sebbene la scienza abbia preso le mosse dagli insegnamenti segreti, gli odierni scienziati dedicano al massimo un po’ di attenzione ai fenomeni paranormali, tentando di interpretarli con termini scientifici: tutto ciò che resta al di fuori delle leggi scientifiche non viene da loro in alcun modo considerato. Thorwald Dethlefsen con quest’opera provoca la scienza moderna, fornendo, sulla base delle antiche dottrine segrete, una immagine esoterica del mondo. La sua psicologia esoterica, nella quale egli introduce gradualmente il lettore, consente a tutti di capire meglio la propria vita e specialmente di vedere il significato della malattia e della morte. L’Autore esamina anche i problemi di base dell’astrologia, dell’omeopatia e della reincarnazione, ed afferma che confrontandosi con queste antiche, basilari conoscenze, l’uomo moderno potrà prendere in mano responsabilmente e consapevolmente le redini del proprio destino.

Grierson Roderick, Munro – Hay Stuart, L’arca dell’alleanza, Mondadori, Milano, 2000

La Bibbia narra che l’arca che condusse il popolo d’Israele nella terra promessa cadde nell’oblio per essere poi ritrovata da Davide e portata a Gerusalemme, dove Salomone costruì attorno ad essa un tempio e un culto. Quando gli eserciti di Babilonia distrussero il tempio, l’arca sembrò svanire nel nulla. Ancora oggi l’arca dell’alleanza resta uno dei più grandi misteri dell’antichità (oggetto di culto, strumento di potere, simbolo spirituale del legame con il divino) e continua a mettere alla prova archeologi, storici, scienziati ed esegeti dei testi sacri. In un’indagine storica affascinante, condotta sui luoghi sacri in cui l’arca lasciò le proprie tracce, Roderick Grierson e Stuart Munro-hay esaminano leggende e testimonianze lasciate nel corso dei secoli dai popoli più diversi, inseguendo l’arca dal Sinai fino all’Etiopia.

Guénon René, Il Re del Mondo, Adelphi, Milano – 1977

 Nel 1924 apparve a Parigi un singolare libro di Ferdinand Osendowski, dal titolo “Bestie, uomini e dèi”. Vi si raccontava un avventuroso viaggio nell’Asia centrale, nel corso del quale l’autore affermava di essere venuto in contatto con un centro iniziatico misterioso in un mondo sotterraneo le cui ramificazioni si estendono ovunque: il capo supremo di questo centro era Re del Mondo. René Guénon prese spunto da tale pubblicazione per mostrare come dietro alle confuse narrazioni di Ossendowski e di altri scrittori, si profilassero dottrine e miti di cui si ritrovavano tracce dal Tibet alla tradizione ebraica, e così anche nei più antichi testi sanscriti, nel simbolismo del Graal, nelle leggende sull’Atlantide e in tanti altri miti e immagini. Guénon riesce così ad aprire una sterminata prospettiva che traversa tutta la storia fino a oggi, dalle origini della “Tule” iperborea fino all’occultamento del centro iniziatico nella nostra “”età nera”, il “Kali-Yuga”.

Hancock Graham, Impronte degli Dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine, Corbaccio, Milano – 1996

L’autore intraprende una ricerca ad ampio raggio per mettere insieme i pezzi dell’enorme e misterioso puzzle della dimenticata preistoria dell’umanità. Tra le rovine di antiche e diverse popolazioni, come la Grande Sfinge d’Egitto, i misteriosi templi andini di Tiahuanaco e le maestose piramidi del Sole e della Luna del Messico, vengono alla luce non solo le chiare impronte di un popolo sconosciuto che prosperò durante l’ultima glaciazione, ma anche i segni di un’intelligenza superiore, in possesso di sofisticate tecnologie e dettagliate conoscenze scientifiche sulle ere cosmiche prima di qualunque civiltà conosciuta. Mettendo insieme i miti e le leggende universali che contengono la maggior parte delle testimonianze preistoriche in nostro possesso, Hancock scopre tracce di uno specifico linguaggio scientifico decodificando i risultati di millenni di accurate osservazioni astronomiche. Con lo studio di antiche mappe – che mostrano come fosse la conformazione della Terra 12.000 anni fa – mette in evidenza il livello di precisione con cui erano state realizzate, eguagliato dai nostri cartografi solo nel XIX secolo. Hancock infine utilizza le tecniche più evolute e sofisticate di geologia e astronomia per dimostrare che la datazione convenzionalmente accettata di numerosi siti archeologici di eccezionale rilevanza potrebbe non essere corretta e che essi debbano essere considerati molto più antichi di quanto sia stato finora supposto. Le straordinarie scoperte di Hancock formano il nucleo di ciò che può essere una rivoluzione, un cambiamento drammatico e irreversibile nel modo di comprendere il nostro passato e di conseguenza noi stessi. Ma c’è di più, una premonizione probabilmente. Alcuni dei punti più allarmanti riguardano il tipo e l’intensità della catastrofe planetaria che deve essersi verficata per aver potuto distruggere quasi tutte le tracce di una grande civiltà.

Hancock Graham.- Bauval Robert – Grigsby John, L’enigma di Marte, Corbaccio, Milano – 1999

Gli autori intendono dimostrare che una minaccia si aggira nel sistema solare: i frammenti di una gigantesca cometa che 20.000 anni fa avrebbero bombardato e “ucciso” Marte. Potrebbe essere stato quel cataclisma a distruggere la civiltà non ancora ben identificata che ha precedentemente abitato la Terra e di cui ormai sembrano esserci prove chiare? La Terra farà la stessa fine di Marte?

Hancock Graham, Civiltà sommerse, Corbaccio, Milano – 2002

L’autore, che con “Impronte degli dei”, ha contribuito a un nuovo approccio alle origini della nostra civiltà, prosegue qui la sua ricerca sulla base di miti antichissimi provenienti da ogni parte del globo. Questa volta la sua ricerca si svolge sott’acqua, dove si posso trovare le rovine di una civiltà distrutta da un’inondazione di vastissime proporzioni. In missione per scoprire la verità dietro a questi miti, Hancock esamina i misteri della fine dell’ultima Era Glaciale. Quando i ghiacci si sciolsero tra 15.000 e 8000 anni fa e il livello del mare si alzò, l’acqua coprì più di 25.000 chilometri quadrati di terra abitabile alterando radicalmente la forma del mondo. Con l’aiuto della più sofisticata tecnologia computeristica per disegnare il modificarsi delle coste, l’autore scopre impressionanti conferme degli antichi miti: rovine di città sommerse nel golfo del Bengala e lungo le coste del Giappone, nel Mediterraneo e nell’Atlantico, proprio dove gli antichi testi li indicano.

Heine Heinrich, Gli dei in esilio, Adelphi, Milano – 1978

Tutto l’Ottocento è attraversato dalla riscoperta degli dei pagani – e uno dei momenti più intensi di tale processo è segnato da questi testi di Heine, il grande poeta tedesco che ebbe il singolare destino di essere amato con uguale passione da Marx e da Nietzsche. Nei quattro scritti qui raccolti – due di carattere saggistico, “Gli spiriti elementari” e “Gli déi in esilio”, due in forma di pantomima danzata, “La dea Diana” e “Il dottor Faust”, Heine ci racconta “la trasformazione subita dagli dei greco-romani allorché il cristianesimo conquistò il dominio del mondo”. Esplorando le leggende, le fiabe e le superstizioni medioevali incontriamo così, sotto tratti demonizzati, gli antichi dei: segno non solo del loro esilio, ma della loro incancellabile vita.

Hutin Serge, Governi occulti e società segrete, Edizioni Mediterranee, Roma, 1996

Chi governa “veramente” il Mondo? I governi della Terra sono influenzati e guidati da reggitori occulti che ne dirigono l’evoluzione e ne delimitano l’azione? Secondo Serge Hutin il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli apparenti: dietro le quinte della storia, della politica, dei rapporti internazionali di ogni tempo e di ogni Stato, misteriosi personaggi detengono i reali poteri. Questi governanti sono stabili, immutabili, e la loro potenza è superiore a qualsiasi altra. Essi condizionano la stampa e le decisioni di ogni governo, mantenendo il corso della storia entro un ambito determinato. La nostra libertà, pertanto, è solo apparente, poiché se deviassimo troppo dalla direzione già tracciata, “qualcosa” o “qualcuno” ci riporterebbe sul cammino prestabilito dai governanti occulti.

Knight Christopher – Lomas Robert, La chiave di Hiram. Dal tempio di Salomone ai rituali massonici: sulle tracce dei manoscritti segreti di Gesù, Mondadori, Milano – 1997

Dallo studio comparato di documenti egizi, dell’Antico e Nuovo Testamento, della letteratura cristiana e rabbinica primitiva, dei manoscritti del Mar Morto, gli autori deducono l’esistenza di un simbolismo esoterico utilizzato sia dai faraoni che da Gesù, poi adottato dai templari e via via tramandato ai ‘massoni’ moderni. Furono i templari a riesumare i papiri di Qumram, seppelliti dai cristiani primitivi a Gerusalemme poco prima della distruzione della città, e ad appropriarsi degli antichi insegnamenti in essi contenuti. Sulla base delle ricerche effettuate i due autori sostengono la tesi che la fondazione della chiesa cristiana deve essere considerata un’invenzione politica in larga parte estranea alla figura dell’uomo passato alla storia come il “Cristo”.

Knight Christopher – Lomas Robert, La civiltà scomparsa di Uriel. Il mistero delle più antiche origini della scienza, Mondadori, Milano – 2001

Se la scienza e la scrittura fossero nate da una civiltà preistorica, fiorita nelle Isole britanniche secoli prima che venissero erette le piramidi sulle rive del Nilo? E se i rotoli del mar Morto documentassero la cultura megalitica dell’Europa occidentale? E’ questa la rivoluzionaria e sorprendente spiegazione delle nostre origini che emerge daI nuovo libro di Christopher Knight e Robert Lomas: confrontando scoperte archeologiche e geologiche, i due studiosi cercano infatti di dimostrare come la caduta di una cometa nel 7640 a.C. abbia provocato la scomparsa di un’avanzatissima civiltà. Si trattava di un popolo capace di costruire una rete di osservatori astronomici – grandi siti megalitici – grazie ai quali fu in grado di calcolare precisi calendari e di misurare il diametro terrestre. Ricostruendo le coordinate di questa sofisticata tecnologia prediluviana, gli autori aprono così la via a una radicale reinterpretazione di tutto il nostro passato.

Matthews Caitlin, I Celti – Un’antica tradizione europea, Xenia, Milano -1993

Miti e magie dell’arcano mondo dei Celti che ancora sopravvivono nelle antiche tradizioni di Irlandesi, Bretoni e Gelici. Le origini, le divinità, l’aldilà, i druidi.

Pauwels Louis – Bergier Jacques, Il mattino dei maghi. Introduzione al realismo fantastico, Oscar Mondadori, Milano – 1997 (1° edizione originale 1960)

Questo libro, dovuto alla penna di un ex occultista ed ex surrealista come Louis Pauwels, con la collaborazione di quel singolare scienziato e mitografo che è Jacques Bergier, non costituisce né un romanzo né una narrazione fantascientifica, né un documento di fatti bizzarri, né una divulgazione di un insegnamento ermetico: pur presentandoci un po’ tutte queste cose insieme. E’ una specie di rapsodia di una nuova speranza, della grande avventura che gli sterminati orizzonti inaugurati dalle ultime scoperte scientifiche offrono all’umanità, speranza che si riannoda a sua volta ai sogni e alle leggende che attraverso i secoli sono stati alimentati da magia e occultismo, sono stati appannaggio di misteriose sette iniziatiche.” Così il poeta e saggista Sergio Solmi nella prefazione al mattino dei maghi, un’opera che getta un ponte tra magia, mistica e spirito moderno, aprendo al lettore nuovi orizzonti possibili.

de Santillana Giorgio-von Dechend Hertha , Il Mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo, Adelphi, Milano – 1983 (1^edizione originale 1969)

“Il mulino di Amleto” è uno di quei rari libri che mutano una volta per tutte il nostro sguardo su qualcosa: in questo caso sul mito e sull’intera compagine di ciò che si usa chiamare ‘il pensiero arcaico’. Cresciuti nella convinzione che la civiltà abbia progredito ‘dal mythos al logos”, dalle favole alla scienza, ci troviamo qui di fronte a uno spostamento della prospettiva. L’autore, uno dei massimi esponenti del ‘razionalismo scientifico’, Giorgio de Stantillana, che aveva dedicato studi memorabili a Galileo e alla storia della scienza greca e rinascimentale, si trovò un giorno a riflettere su ciò che il mito veramente raccontava – e capì di non aver capito, sino allora, un punto essenziale: che anche il mito è una ‘scienza esatta’ che richiama un Tempo ciclico e qualitativo, segnato da scansioni scritte nel cielo, fatali perché sono il Fato stesso. E’ questo Tempo che muove il ‘mulino di Amleto’, che gli fa macinare, di èra in èra, prima ‘pace e abbondanza’, poi ‘sale’, infine ‘rocce e sabbia’, mentre sotto di esso ribolle e vortica l’immane Maelstrom.
Di questo ‘mulino di Amleto’ gli autori seguono le tracce in un percorso vertiginoso, da Shakespeare a Saxo Grammaticus, dall’Edda al ‘Kalevala’, dall”Odissea’ all’epopea di Gilgames, dal ‘Rg-Veda’ al ‘Kumulipo’, vagando dalla Mesopotamia all’Islanda, dalla Polinesia al Messico precolombiano.

Sitchin Zecharia, Il pianeta degli dei, Piemme, Casale Monferrato – 1998

Secondo l’autore gli antichi egizi ereditarono il loro sapere dai Sumeri. Ma questi ultimi da chi avevano appreso quelle scienze? Darwin aveva ragione – secondo Sitchin – solo a metà: la selezione naturale produsse, è vero, i primati superiori dai quali discendiamo, ma l’inspiegabile salto evolutivo all’ ”Homo Sapiens” fu opera di viaggiatori extraterrestri, “a nostra immagine e somiglianza”, che applicarono l’ingegneria genetica al bagaglio cromosomico dei nostri antenati africani. Questi viaggiatori provenivano da un pianeta del nostro sistema solare, sconosciuto all’uomo moderno, un pianeta con un’orbita ellittica simile a quella delle comete, che transita tra Marte e Giove ogni 3600 anni (il fantomatico Pianeta X?). Esseri intelligenti di quel pianeta (i Sumeri li chiamavano ‘Anunnaki, la Bibbia ‘Nephilim’) iniziarono a visitare la Terra mezzo milione di anni orsono, e le loro gesta attraverso i millenni sono quelle che leggiamo nell’Antico Testamento, o nel libro di Gilgamesh. Così i testi sacri dei popoli antichi vanno letti come resoconti storici. La mitologia non è creazione fantastica, bensì confusa memoria di fatti realmente avvenuti!

Steiner Rudolf, Dalla Cronaca dell’Akasha, Editrice antroposofica, Milano – 2000

I nostri progenitori dell’Atlantide. I Lemuri. La separazione dei sessi. L’epoca polare e l’epoca iporborea. La scissione dal Sole e dalla Luna. L’origine della Terra. La Terra e il suo avvenire. La vita di Saturno, del Sole, della Luna e della Terra.

Werner Keller, La Bibbia aveva ragione, Garzanti, Milano – 1969 (1^edizione originale 1956)

West John Anthony, Il Serpente celeste, Corbaccio, Milano – 1999

L’autore intende dimostrare che la scienza, la matematica, la medicina e l’astronomia degli antichi egizi erano molto più sofisticate di quanto non riconosca la maggior parte degli egittologi moderni; che la conoscenza che avevano dell’universo era il retaggio di una civiltà enormemente avanzata e che la Grande Sfinge è la prova geologica dell’esistenza di tale civiltà.

Wilson Colin, Da Atlantide alla sfinge. Piemme Pocket, Casale Monferrato – 1998

Colin Wilson sostiene che nella notte dei tempi, quando ancora i ghiacci non ricoprivano l’Antartide, si sviluppò sulla terra una straordinaria civiltà in possesso di avanzatissime conoscenze scientifiche, matematiche e astronomiche. Questa civiltà fu distrutta da una catastrofe.

Yung Carl Gustav, L’uomo e i suoi simboli, Oscar Mondadori, Milano – 1985

Yung Carl Gustav, Sincronicità, Bollati Boringhieri, Torino – 1992

La leggenda di Re Artù e il Graal

Agrati G. Magini M.L.  – La leggenda del Santo Graal – Mondadori 1995

Agrati G. Magini M.L. – Merlino l’incantatore – Mondadori 1996

Baigent M. – Leigh R. – Lincoln H., Il Santo Graal, Oscar Mondadori, Milano – 1984

Prendendo l’avvio da alcuni incredibili indizi ritrovati a Carcassonne, centro della Francia meridionale, gli autori avanzano una tesi quanto mai sconvolgente: Gesù non morì sulla croce, sposò Maria Maddalena da cui ebbe alcuni figli e, con la famiglia, si rifugiò in Francia presso una comunità ebraica; i suoi discendenti regnarono con il nome di Merovingi, creando successivamente il Sacro Romano Impero, maestoso disegno di un’Europa riunita. Fallito sul piano politico, questo progetto si sarebbe invece alimentato grazie a sette religioso-esoteriche come i Templari, gli Albigesi, i Cavalieri Teutonici, e a società segrete facenti capo ad un’organizzazione ancor più misteriosa, il “Priorato di Sion”, di cui sono stati collegati, nel corso dei secoli, alcuni fra i nomi più prestigiosi dell’arte, della scienza e del cattolicesimo.

Bizzarri M. Scurria F. – Sulle tracce del Graal – Mediterranee 1996

 Boulenger Jaques – I romanzi della tavola rotonda – Mondadori 1981

Cardini Franco – Il Santo Graal – Giunti 1997

von Eschenbach Wolfram – Parzival – TEA 1989

Evola Julius – Il mistero del Graal – Mediterranee 1972

Ferrari G. Zatterin M. – Atlante del Graal – Il Minotauro 1997

Gardner Laurence – La linea di Sangue del Santo Graal – Newton e C. 1997

Giovannini Fabio G. – I frammenti del Graal – New Style Limited 1997

Giovannini Fabio Zatterin Marco – In viaggio con Re Artù – Il Minotauro 1997

Goodrich Norma Lorre – Il mito di Merlino – Rusconi 1992

Goodrich Norma Lorre – Il Santo Graal – Rusconi 1996

Hancock Graham, Il mistero del sacro Graal. Alla ricerca dell’Arca dell’Alleanza, Piemme Pocket,Casale Monferrato – 1995

Originariamente costruita dall’antico popolo israelitico per contenere le tavole dei Dieci Comandamenti, l’Arca dell’Alleanza fu venerata nei secoli come simbolo della presenza di Dio sulle terra: ad essa erano attribuiti poteri straordinari. Poi, inspiegabilmente, nel sesto secolo prima di Cristo, l’Arca scomparve dal Tempio di Salomone senza lasciare traccia ed ebbe così inizio uno dei più grandi misteri della storia. La ricerca dell’Arca “perduta” si intrecciò nei secoli con un’alta tradizione segreta, quella del Sacro Graal, il “Calice del sangue” usato da Gesù nell’Ultima Cena, inseguito e rivendicato per tutto il Medioevo da Templari, crociati e cavalieri del Santo Sepolcro. Graham Hancock ha ricostruito a ritroso questa enigmatica storia inseguendone le tracce tra documenti storici e società segrete, leggende e tradizioni ormai dimenticate arrivando ad ipotizzare che l’uno simboleggi l’altra e che quest’ultima si trovi in Etiopia ad Axum.

Jenkins Elisabeth, Il mistero di re Artù, Gruppo Editoriale Armenia SPA – 1998

L’autrice propone un excursus storico-letterario sulla nascita e sulla fortuna del mito arturiano, spaziando tra gli antefatti mitologici – collocati in un’epoca remota ed oscura – e i racconti cavallereschi, dai poeti vittoriani a i nostri giorni. Un viaggio nella memoria letteraria che documenta il passaggio, nella fantasia popolare, del personaggio di Artù da valoroso condottiero bretone a mitico re civilizzato, con tanto di corte e cavalieri a seguito.

Knight C. Lomas R. – Santo Graal – Fabbri 1997

Malory Thomas – Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda – Mondadori 1985

Matthews John – Il Graal la ricerca infinita – Xenia 1995

di Monmouth Goffredo – de Boron Robert – Merlino il profeta. L’avventura del Graal – ECIG 1995

Pastoureau Michel – La vita quotidiana ai tempi dei Cavalieri della Tavola Rotonda – BUR 1990

Phillips Graham – La ricerca del Santo Graal – Sperling & Kupfer 1995

Sinclair Andrew – L’avventura del Graal – Mondadori 1997

de Troyes Chrètien – I romanzi cortesi – Mondadori 1993

Corpo e mente

Bajinski B.J. – Sharamon S., Reiki. L’energia vitale universale, Casa Editrice MEB, Padova, 1991

Brennan Barbara Ann, Mani di luce, Longanesi, Milano – 1995

Campioni Gabriella, Reiki, Fabbri Editore, Milano – 1999

Dethlefsen Thorwald,Dahlke Rudiger, Malattia e destino, Edizioni Mediterranee, Roma – 1993

Che significato hanno le malattie nella nostra vita? Per lo psicologo Thorwald Dethlefsen e il medico Ruediger Dahlke non esistono tante malattie curabili, ma soltanto una ‘malattia’ che fa parte integrante della condizione patologica dell’uomo e si manifesta in molteplici forme. Questa malattia accompagna l’uomo per tutta la vita e sfocia infine nella morte. Essa fa parte della vita come l’aria fa parte del respiro, e indica che l’uomo vive in un campo di tensioni i cui sintomi non possono essere eliminati, oppure possono esserlo solo a livello superficiale e transitorio con medicine e operazioni. Quelle che noi chiamiamo malattie sono soltanto sintomi di quest’unica malattia, segni che dobbiamo imparare a interpretare. Gli Autori ci mostrano quindi che cosa vogliono ‘dirci’ infezioni, mal di testa, incidenti, disturbi cardiaci o gastrici, ecc…Tutti i sintomi infatti hanno un più profondo significato per la vita di ognuno di noi: trasmettono un messaggio che viene dalla psiche. Con l’aiuto di questo libro il lettore può imparare ad accettare e a capire fino in fondo i propri sintomi e ciò che essi ci dicono in merito alla nostra condizione patologica.

Ma Prem Udgatri – Masseglia Sandra, Rei-ki, Edizioni Mistral, Bussolengo (VR) – 1995

Redfield James – Adrienne Carol, Guida alla Profezia di Celestino, Corbaccio, Milano – 1995

Gli autori si pongono l’obiettivo di chiarire le idee contenute nelle Nove Illuminazioni della Profezia di Celestino, e di aiutare il lettore ad incrementare la sua crescita spirituale applicandone il messaggio.

Tra filosofia e scienza

Capra Fritjof, Il Tao della fisica, Adelphi, Milano – 1975

“Lo scopo dichiarato del bellissimo libro di Capra è di dimostrare che esiste una sostanziale armonia tra lo spirito della saggezza orientale e le concezioni più recenti della scienza occidentale. La fisica moderna va ben al di là della tecnica, “”la via – il Tao – della fisica può essere una via con un cuore, una via rivolta alla conoscenza spirituale e alla realizzazione di sé””. Con uno stile piano ma appassionato, l’autore spiega al lettore da una parte i concetti, i paradossi e gli enigmi della teoria della relatività, della meccanica quantistica e del mondo submicroscopico; e, dall’altra, gli fa assaporare il fascino profondo e sconcertante delle filosofie mistiche orientali. Giuseppe Longo, “Le Scienze”

Davies Paul, La mente di dio – Mondadori, Milano – 1993

Uno scienziato che non professa alcuna religione tradizionale, come Paul Davies, è convinto che l’universo fisico, costruito con un’ ingegnosità sorprendente, non sia affatto accidentale e senza uno scopo. La mente, cioè la nostra coscienza consapevole del mondo, è un aspetto fondamentale della realtà. C’è un livello più profondo di comprensione e spiegazione – che si può chiamare “Dio”- per cui, anche se non si può dire che NOI siamo il fine dell’esistenza dell’universo, gli esseri umani sono certamente una parte essenziale dell’organizzazione del mondo. Con la semplicità del grande divulgatore, Davies espone le ragioni delle sue convinzioni, confrontandole con le teorie di altri scienziati e teologi, e rivede le origini dell’universo, il tempo, il senso della vita umana sulla Terra alla luce di quella che può essere definita “teoria generale dell’universo” o “la mente di Dio”.

Gott J. Richard, Viaggiare nel tempo, Mondadori, Milano – 2002

 Volete visitare la Terra di un futuro lontano mille anni? Einstein ha mostrato come fare. Basta salire su un’astronave, andare su una stella distante poco meno di cinquecento anni luce e tornare, viaggiando in entrambi i tragitti con una velocità pari al 99,995 per cento di quella della luce. Al momento del ritorno, la Terra avrà mille anni di più, ma voi sarete invecchiati soltanto di dieci anni. Una simile velocità è possibile: nei massimi acceleratori di particelle sono stati fatti esperimenti che hanno portato i protoni a velocità anche superiori. Nell’universo di Newton il viaggio nel tempo era inconcepibile, in quello di Einstein non è più così. Sulle orme di scienziati come Stephen Hawking e Kip Thorne, J. Richard Gott III, autorevole astrofisico di Princeton, ci mostra come sia possibile spostarci attraverso il tempo e delinea le nuove tappe dell’esplorazione di questa ipotesi così suggestiva. Dopo aver raccontato come le grandi opere di fantascienza abbiano ispirato alcuni dei più importanti pensatori che oggi si occupano del problema, spiega come il viaggio verso il futuro non solo sia realizzabile ma di fatto si sia già verificato – e infatti gli astronauti sono invecchiati un po’ meno di noi che siamo rimasti con i piedi saldamente per terra -, e discute se sia anche possibile, in determinate condizioni fisiche, muoversi verso il passato, per proporre, infine, la sua idea più sbalorditiva: l’Universo potrebbe avere una struttura tale da consentirgli di tornare indietro nel tempo e di autocrearsi. Potrebbe, cioè, essere la madre di se stesso. Convinto che nessun racconto sul viaggio nel tempo sarebbe completo senza un rapporto dal futuro, Gott, basandosi su una tecnica scientifica da lui stesso elaborata, che poggia su quello che chiama “principio copernicano”, prefigura la durata della specie umana e delinea futuri scenari di colonizzazione di altri pianeti. “Viaggiare nel tempo” è un libro originale e avvincente, anche se, a mio parere, non facilissimo per chi non ha una formazione scientifica, che mette il lettore in condizione di esplorare la misteriosa frontiera in cui le più incredibili ipotesi fantascientifiche diventano realtà scientifiche.

Schroeder Gerald L., Genesi e Big Bang, Marco Tropea, Milano -1999

L’autore sostiene l’affascinante tesi che gli avvenimenti di miliardi di anni seguiti – secondo i cosmologi – al Big Bang e gli avvenimenti dei primi sei giorni descritti dalla Genesi sono, in realtà, gli stessi. In altre parole, sono realtà identiche descritte in termini diversi. Con un linguaggio abbastanza accessibile Gerald Schroeder riconcilia i fatti osservati dalla scienza con la stessa essenza della religione occidentale: il resoconto biblico della creazione.

Romanzi

Benoìt Pierre , Atlantide, Demetra s.r.l., Bussolengo (VR) – 1995

Il capitano Saint-Avit trova nel deserto del Sahara, oltre l’Hoggar, la ‘montagna della paura’, una croce intagliata nella roccia. Da quel momento viene come attratto da un incantesimo, non riesce a tornare indietro e tra le montagne scopre dei resti di templi greci coperti di sabbia. E’ possibile che Atlantide sia esistita davvero? Saint-Avit prosegue nella sua ricerca, ma non immagina a quale destino va incontro. Da questo affascinante e avventuroso romanzo è stato tratto l’omonimo film di Bob Swaim interpretato, tra gli altri, da Anna Galiena.

Brown Dan, Il Codice da Vinci, Mondadori, Milano – 2003

Il curatore del Museo del Louvre, Jacques Saunière viene trovato assassinato in una sala a pochi passi dalla Monna Lisa di Leonardo da Vinci, disteso come l’uomo di Vitruvio dello stesso da Vinci. Prima di morire è riuscito a scrivere uno strano messaggio che trascinerà sulla scena del delitto, prima Robert Langdon esperto di simbologia e successivamente Sophie Neveu crittologa della polizia scientifica di Parigi che si rivelerà essere poi la nipote del curatore assassinato.
“Thriller” avvincente e ben architettato, che tuttavia deve il proprio successo, più che alle vicende pur intriganti che narra, alla teoria che gli fa da sottofondo, secondo la quale “Sacro Graal” vuol dire “Sang real” alludendo alla stirpe che discenderebbe da Gesù e da Maddalena.

Manfredi Valerio Massimo, L’ultima legione, Mondadori, Milano – 2002

Ambientato alla fine del V secolo d.C., il nuovo romanzo di Valerio Massimo Manfredi racconta uno dei momenti cruciali della storia dell’antichità: il tramonto dell’Impero romano. Battaglie epocali, invasioni barbariche, intrighi di palazzo, fanno da sfondo a una storia avvincente in cui realtà e fantasia si uniscono a creare la grande avventura. I protagonisti sono un manipolo di legionari sopravvissuti alla distruzione dell’ultima legione romana, tre invincibili soldati e una valorosa guerriera che decidono di liberare l’ultimo imperatore d’Occidente, esiliato a Capri dal germanico Odoacre, e il suo misterioso precettore, Meridius Ambrosinus. Braccati attraverso tutta l’Europa, guidati da Meridius e dal valoroso comandante Aureliano, i fuggitivi giungeranno in Britannia dove affronteranno l’ultima impossibile battaglia. Lo scontro finale sarà deciso da un’arma segreta e invincibile: Ensis Caliburnus, la spada di Giulio Cesare ereditata dal piccolo Romolo, destinata a diventare famosa con il nome di Excalibur.

Redfield James, La Profezia di Celestino, Corbaccio, Milano – 1994

Nella foresta pluviale del Perù viene alla luce un antico manoscritto del VI secolo a.C.: profetizza grandiose trasformazioni per l’umanità e eventi che si verificheranno negli ultimi anni del XX secolo. Sulle tracce dell’antica pergamena, oltre al protagonista, sono anche la Chiesa e il Governo peruviani, allarmati dall’impatto che certe rivelazioni potrebbero avere sulla popolazione, e quindi determinati a far sparire il manoscritto. Esso contiene nove punti base per raggiungere la Conoscenza in una prossima era di consapevolezza spirituale. Capitolo per capitolo, il protagonista svela una alla volta le chiavi che conducono a scoprire il fine ultimo dell’esistenza, ma per portare in salvo il manoscritto il protagonista dovrà affrontare mille pericoli.

Sgorlon Carlo, Il processo di Tolosa, Mondadori, Milano – 1998

 Tolosa, 1939. Un giovane professore universitario di storia, Louis Dagobert Plantard de Lorraine, è accusato di aver ucciso il franco-argentino Serge Enriquez, in possesso di informazioni compromettenti sul passato di sua moglie Irene. Nel processo, tutto indiziario, il giovane è condannato, ma durante il trasferimento in carcere viene salvato dai membri di un’associazione segreta, I Priori di Sion, che si credeva estinta nel Medioevo. I superstiti della setta vedono in Louis, che ha riportato alla luce un testo dello scrittore eretico Alain de Albi, un eletto, destinato a sedere sul trono dell’Europa unita che forse nascerà dall’imminente Seconda guerra mondiale. Si tratta di un bel romanzo pubblicato nel 1998 che non ha avuto il successo del Codice da Vinci eppure trattava di argomenti molto simili. Forse non erano maturi i tempi. E guarda caso che il protagonista si chiama Plantard. E un certo Pierre Plantard nel 1956 fondò una società denominata “Priorato di Sion”, l’unico  Priorato di Sion di cui si hanno notizie storiche certe, anche se l’organizzazione è stata protagonista di diverse opere di fantasia, tra cui il Codice da Vinci.

Zimmer Bradley Marion, Le nebbie di Avalon, Oscar Mondadori, Milano – 1982

 Vi fu un’epoca in cui le porte tra i mondi fluttuavano con le nebbie e si aprivano al volere del viaggiatore. Di là dal regno del reale si schiudevano allora luoghi segreti e incantati, siti arcani che sfuggivano alle leggi di Natura e si sottraevano al dominio del Tempo, territori favolosi dove le più strane e ammalianti creature parlavano lingue oggi sconosciute, avevano gesti, modi e riti oggi indecifrabili; dove nessuna cosa era identica a se stessa ma poteva mutarsi a ogni istante in un’altra. Con l’andar del tempo, però, passare da una parte all’altra si fece sempre più difficile: ‘reale’ e ‘immaginario’ entrarono in netto contrasto, presero a scontrarsi come due opposte ‘visioni del mondo’.

Allora come oggi furono le donne a fare da mediatrici. Morgana, Igraine, Viviana conoscevano il modo per far schiudere le nebbie e penetrare nel magico regno di Avalon: come questo fosse, quali misteri racchiudesse, in che modo, da quello, le Dame del Lago potessero influire sulle vite degli ardimentosi eroi della Tavola Rotonda è  l’argomento di questo libro seducente, magico a propria volta.  Riusciremo anche noi, alla fine, a scoprire il varco che tuttora conduce da un regno all’altro? Si, se dei tanti segreti che la voce di Morgana – come parlasse ancora e sempre da una remota e pur così prossima lontananza – ci svela attraverso le pagine di questo libro, terremo a mente il primo, il più semplice e tuttavia più grande: che siamo noi, con il nostro pensiero, a creare giorno per giorno il mondo che ci circonda.

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